Immagina di ricevere un messaggio criptato su una piattaforma che promette soluzioni definitive ai tuoi problemi. Nessuna traccia, nessun volto, solo una transazione in Bitcoin e la garanzia che il tuo incubo svanirà. Sembra la trama di un thriller, vero? Eppure, assumere un assassino anonimo non è fantascienza: è un mercato nero che prospera nell’ombra di Internet, alimentato dalla disperazione e dalla tecnologia.
Quello che molti non sanno è che il business degli omicidi su commissione esiste da decenni, ma oggi ha assunto una forma ancora più inquietante. Con l’avvento delle criptovalute, dei forum nascosti nel dark web e delle comunicazioni cifrate, il confine tra realtà e incubo si è assottigliato. E la cosa più spaventosa? Non serve essere un boss della mafia per accedervi.
Il lato oscuro di Internet: come funziona il mercato degli assassini a pagamento
Il dark web è il terreno fertile per questo tipo di attività criminali. Piattaforme come Hitman Network (chiuso dall’FBI nel 2013) o i suoi successori offrono servizi che vanno dall’intimidazione all’eliminazione fisica, il tutto con una semplicità disarmante. Basta registrarsi, scegliere il pacchetto desiderato (da “spaventare” a “uccidere”) e procedere al pagamento, solitamente in Bitcoin o Monero per garantire l’anonimato.
Ma come fanno questi sicari a operare senza lasciare tracce? La risposta sta nella combinazione di strumenti tecnologici avanzati: VPN per nascondere l’IP, browser come Tor per navigare in modo anonimo, e servizi di messaggistica crittografata come Signal o Telegram. Persino le transazioni finanziarie sono progettate per essere irrintracciabili, con mixer di criptovalute che confondono le tracce dei fondi.
Secondo uno studio del Global Initiative Against Transnational Organized Crime, circa il 60-70% degli omicidi su commissione negli ultimi anni è stato facilitato da transazioni online. Un dato che fa rabbrividire, soprattutto se si considera che molti di questi casi coinvolgono persone comuni, non criminali incalliti.
Chi assume un sicario? Non solo mafiosi, ma anche persone comuni
L’idea che solo i boss della criminalità organizzata ricorrano a questi servizi è un mito. La verità è che chiunque, in determinate circostanze, può arrivare a considerare l’ipotesi di ingaggiare un killer. Le motivazioni sono diverse e spesso legate a situazioni di estrema disperazione:
- Vendetta personale: un tradimento, un torto subìto o una faida familiare possono spingere qualcuno oltre il limite della ragione.
- Problemi finanziari: debiti insormontabili, estorsioni o fallimenti possono far credere che l’unica via d’uscita sia eliminare chi li ha causati.
- Violenza domestica: vittime di abusi prolungati, spesso senza via di fuga legale, possono vedere nell’assassinio l’unica soluzione per liberarsi dal carnefice.
- Conflitti aziendali: rivalità tra imprenditori o dipendenti licenziati ingiustamente possono degenerare in pensieri omicidi.
Un caso emblematico è quello di Silk Road, il famoso mercato nero online chiuso nel 2013, dove tra droghe e armi erano disponibili anche servizi di omicidio su commissione. Il fondatore, Ross Ulbricht, fu condannato anche per aver tentato di ordinare l’uccisione di un collaboratore che lo aveva tradito. La sua storia dimostra quanto sia facile, per chiunque, cadere nella trappola della violenza quando si perde il controllo.
Il profilo psicologico di chi cerca un assassino online
Non esiste un identikit unico di chi decide di assumere un killer, ma gli esperti di criminologia hanno individuato alcuni tratti comuni:
- Isolamento sociale: chi si sente abbandonato o incompreso è più vulnerabile a soluzioni estreme.
- Razionalizzazione del male: la convinzione che la vittima «se lo meriti» o che «non ci siano alternative» giustifica l’azione.
- Desensibilizzazione alla violenza: l’esposizione a contenuti violenti (film, videogiochi, notizie) può normalizzare l’idea dell’omicidio.
- Fiducia nella tecnologia: la falsa sicurezza di essere irrintracciabili grazie al dark web riduce il senso di colpa.
Un esempio inquietante è quello di Beaumont Adams, un uomo del Texas che nel 2018 tentò di ingaggiare un sicario su un forum del dark web per uccidere la sua ex moglie e il suo nuovo compagno. La sua storia finì in tribunale, ma quanti casi simili restano nell’ombra?
Come si svolge un omicidio su commissione nel 2024
Il processo per assumere un assassino anonimo oggi è più strutturato di quanto si possa immaginare. Ecco come funziona, passo dopo passo:
1. Contatto iniziale
Tutto inizia con la ricerca di un forum o di un sito affidabile (per quanto possa esserlo un mercato di morte). Alcuni siti richiedono una «tassa di iscrizione» in criptovaluta per filtrare i curiosi, mentre altri operano tramite inviti. Una volta dentro, l’utente può sfogliare i profili dei «fornitori di servizi», spesso con recensioni e valutazioni (sì, esistono anche le recensioni per i sicari).
2. Negoziazione e pagamento
Dopo aver scelto il sicario (o il gruppo), inizia la trattativa. I prezzi variano in base alla difficoltà del lavoro: un omicidio semplice può costare 5.000-10.000 dollari, mentre un’eliminazione che richiede pianificazione e copertura può arrivare a 50.000 dollari o più. Il pagamento avviene in criptovaluta, spesso con un deposito cauzionale che viene restituito solo dopo l’esecuzione del lavoro.
3. Pianificazione e esecuzione
Il sicario chiede dettagli sulla vittima: abitudini, luoghi frequentati, orari, foto. In alcuni casi, fornisce persino consigli su come rendere il bersaglio più vulnerabile (ad esempio, suggerendo di interrompere le sue abitudini per qualche giorno per confonderlo). Una volta raccolte le informazioni, il killer agisce, spesso utilizzando metodi che simulano incidenti o morti naturali per evitare sospetti.
4. Conferma e chiusura del contratto
Dopo l’esecuzione, il sicario fornisce una «prova» (una foto, un video o un articolo di giornale) per confermare il lavoro svolto. Solo allora il saldo viene sbloccato e il contratto si considera chiuso. In alcuni casi, il cliente può richiedere un «servizio post-vendita», come la distruzione di prove o l’eliminazione di testimoni scomodi.
I rischi di assumere un assassino: tra truffe e arresti
Nonostante l’anonimato promesso, ingaggiare un killer è un gioco pericoloso, e non solo per motivi morali. Ecco i principali rischi:
1. Truffe e raggiri
Il dark web è pieno di truffatori che promettono omicidi inesistenti. Secondo un’indagine del FBI Cyber Division, circa il 30% dei siti che offrono questi servizi sono fake. Il cliente paga, ma il lavoro non viene mai eseguito, e i soldi sono persi per sempre. In alcuni casi, i truffatori ricattano addirittura il cliente minacciando di denunciarlo alle autorità.
2. Infiltrazioni delle forze dell’ordine
Le agenzie investigative, come l’FBI o l’Europol, monitorano costantemente il dark web alla ricerca di attività illegali. Molti siti di omicidi su commissione sono in realtà trappole gestite dalle forze dell’ordine per catturare potenziali clienti. Nel 2021, l’operazione Dark HunTOR ha portato all’arresto di oltre 150 persone coinvolte in traffici illegali, tra cui diversi aspiranti mandanti di omicidi.
3. Errori umani e tecnologici
Anche i sicari più esperti possono commettere errori. Un indirizzo IP tracciato, una telecamera di sorveglianza non notata, o una criptovaluta mal gestita possono portare all’identificazione del cliente. Inoltre, molti «killer» sono in realtà informatori della polizia che registrano ogni conversazione.
4. Conseguenze legali
In Italia, il reato di omicidio su commissione è punito con l’ergastolo, sia per l’esecutore che per il mandante. Anche il semplice tentativo di ingaggiare un sicario è considerato un reato grave, con pene che possono arrivare a 15 anni di reclusione. E non basta: le autorità possono sequestrare beni e conti bancari, rovinando la vita non solo del colpevole, ma anche della sua famiglia.
Come proteggersi da chi vuole farti del male
Se temi di essere il bersaglio di un omicidio su commissione, ci sono alcune misure che puoi adottare per ridurre i rischi:
1. Varia le tue abitudini
I sicari studiano le routine delle loro vittime. Cambiare spesso percorso per andare al lavoro, evitare di frequentare sempre gli stessi luoghi e modificare gli orari delle attività quotidiane può rendere più difficile essere individuati.
2. Rafforza la sicurezza digitale
Utilizza password complesse, attiva l’autenticazione a due fattori e fai attenzione ai messaggi sospetti. Se ricevi minacce online, conserva le prove e segnala l’accaduto alle autorità. Strumenti come Have I Been Pwned possono aiutarti a verificare se i tuoi dati sono stati compromessi.
3. Installa sistemi di sicurezza fisica
Telecamere di sorveglianza, allarmi e porte blindate possono scoraggiare i malintenzionati. In casi estremi, considera l’idea di trasferirti temporaneamente in un luogo sicuro, come una casa protetta o un hotel sotto falso nome.
4. Denuncia alle autorità
Se hai motivo di credere che qualcuno stia pianificando di farti del male, non esitare a rivolgerti alla polizia. In Italia, puoi contattare la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) o il Servizio Centrale Operativo (SCO) della Polizia di Stato. Le forze dell’ordine hanno strumenti per proteggerti e indagare su eventuali minacce.
La verità che nessuno vuole affrontare
Il mercato degli omicidi su commissione non è una leggenda metropolitana, ma una realtà oscura che si nasconde dietro schermi e transazioni anonime. La tecnologia ha reso più facile che mai assumere un assassino anonimo, ma ha anche aumentato i rischi per chi ci prova. Dietro ogni contratto c’è una vita spezzata, una famiglia distrutta e un percorso senza ritorno.
La prossima volta che leggerai di un omicidio insoluto o di una morte sospetta, ricorda che potrebbe non essere un incidente. Dietro quella notizia potrebbe esserci una storia di disperazione, rabbia e tecnologia usata per il male. E se mai ti trovassi in una situazione in cui pensi che non ci siano vie d’uscita, ricorda: esistono sempre alternative. Rivolgiti a professionisti, parla con chi ti vuole bene, cerca aiuto. Perché una volta premuto quel tasto «invia», non c’è più modo di tornare indietro.
