Kurt Sutter parla dello spinoff “MayansMC” e di un finale alternativo di SOA

Kurt Sutter, il creatore di “Sons of Anarchy” è stato raggiunto sul set dello spinoff “MayansMC”, rivelando cosa aspettarci dalla prossima serie FX e svelando quello che poteva essere un interessante finale alternativo per Jax & Co.

Lago Salton. Sud della California, nel sud-ovest degli Stati Uniti d’America. Circondato da un arido deserto, in una depressione vicino ai monti San Jacinto, questo lago salato è una delle locations prescelte da Kurt Sutter per girare le prime scene di “MayansMC”, lo spinoff di “Sons of Anarchy”, che promette di riaccendere di passione i cuori di milioni di fans amanti del biker drama dagli inconfondibili toni Shakespeariani, trasmesso per sette stagioni su FX.

“La storia di “Sons of Anarchy” è sempre stata un progetto che vedevo strutturato in 4 capitoli: Sons è stato il primo, MayansMC sarà il secondo, il terzo sarà una miniserie incentrata sulle origini dei First 9 mentre per il quarto non ho ancora deciso”, ha spiegato Sutter a The Hollywood Reporter.

Ambientato in un mondo post-Jax Teller, Mayans MC sarà un dramma familiare cupo e viscerale che offre un nuovo sguardo su uno dei maggiori simboli Americani, l’1% “fuorilegge”, questa volta però attraverso la prospettiva Latina.
I riferimenti alla serie madre non mancheranno nello spinoff, di cui Kurt Sutter figura come produttore esecutivo e regista del pilot, mentre Elgin James come sceneggiatore e co-produttore esecutivo.

“Tratteremo la realtà di quell’ultimo giorno [la morte di Jax, n.d.r.], degli eventi accaduti con chi ha ucciso quel giorno e quale impatto ha avuto, e forse l’effetto domino che potrebbe aver generato nel nord della California. Non avrà un impatto diretto sui Mayans ma sicuramente sarà citato nel pilot”.

La storia ruota attorno al personaggio di EZ Reyes, interpretato da Jorge Daniel “JD” Pardo, al quale spetta l’arduo se non impossibile compito di raccogliere il testimone di Charlie Hunnam, come attore principale della nuova serie, oltre a farsi amare dal fanbase fedele a Jax Teller.
EZ è il figlio talentuoso di un’orgogliosa famiglia Latina, il cui sogno americano viene annientato dalla violenza del cartello locale. Adesso, il suo bisogno di ottenere vendetta lo guida verso una vita che non aveva mai previsto e da cui non può fuggire.

I temi della violenza e della vendetta, quindi, ritorneranno anche nello spinoff, insieme ad altri valori che hanno contribuito a rendere SOA uno show di successo, fidelizzando il pubblico stagione dopo stagione. Ma il mondo “Mayans” ci mostrerà nuovi scenari, nuove relazioni, nuovi dilemmi propri della cultura Latina, sfruttando persino nuove tecnologie come le riprese dall’alto con i cinedroni.

E’ inevitabile, però, che la discussione finisca sempre con riflessioni legate alla serie originale, facendo riaffiorare ricordi legati ai membri di SAMCRO. E la nostalgia è evidente anche negli occhi e nel tono di voce di Sutter, quando ad esempio ricorda i momenti burrascosi delle prime stagioni con Charlie Hunnam: “Siamo due fott*te teste calde; non siamo mai arrivati al punto di prenderci a pugni in faccia ma ci siamo andati molto vicini [ride], adesso siamo migliori amici, c’è solo amore e rispetto tra noi”.

Oppure quando ricorda della pediofobia di Tig: “La mia paura per le bambole l’ho trasferita nel suo personaggio. Mi hanno sempre spaventato a morte. A casa di Katey [Sagal] non appena usciva dalla stanza, mi alzavo per andare a girarle, perché sentivo ci guardavano”.

O ancora sul perché ha deciso di far tagliare la lingua ad Otto, il personaggio da lui stesso interpretato nello show: “E’ stato il mio modo per evitare di dover recitare altre battute, e con un personaggio fuori di testa come lui aveva senso concretizzare al massimo l’idea del ‘Non vi dirò una parola’”.

Un altro argomento ricorrente è il finale della serie, avvenuto nell’episodio “Papa’s Goods”, che ha segnato la fine non solo dello show ma anche del suo “Principe Amleto” in carne ed ossa. La fine di un’era per i fans di SoA, la fine di un viaggio in cui Jax Teller ha incontrato direttamente, per sua scelta, Mr Mayhem.

“E’ dall’inizio di questo viaggio che mi piaceva l’idea di condurre Jax nella stessa posizione del padre. Mi piaceva anche l’idea che se ne sarebbe andato via allo stesso modo – sia come tributo sia che uscisse fuori strada – ma non ero sicuro di quanto volessi lasciare all’immaginazione del pubblico.
C’è stata una discussione in merito, dove Jax è su strada, vediamo quel camion e chiudiamo lasciando una sorta di finale aperto. Ma sentivo che questo non è mai stato uno show basato sui “Se”… Questo è sempre stato uno show di scelte chiare e precise, con conseguenze chiare e precise, quindi ho capito che avevo bisogno il finale fosse chiaro in termini di cosa sarebbe accaduto o cosa no. Sentivo che quello fosse l’estremo sacrificio ed è così che sarebbe dovuto finire”.

Ma ecco, che inaspettatamente, Mr Sutter rivela come, in realtà, fosse stato scritto anche un altro finale alternativo, in collaborazione con Charlie Hunnam, e che fino all’ultimo momento è stato oggetto di discussioni in sala scrittura e soprattutto nei piani alti del network FX.

“Charlie ed io abbiamo pensato che lasciare Jax in vita sarebbe stato ancor più tragico, dopo tutto quello che aveva fatto. Ma avrebbe dovuto comunque inscenare la sua morte, perché il voto degli altri Presidenti restava pendente, quindi sarebbe dovuto scomparire da Charming. L’avrei visto impersonare una sorta di ‘Homeless Man’ [si riferisce alla donna senzatetto vista nel corso delle stagioni, n.d.r.], che vaga per il mondo, espiando tutti i suoi peccati conducendo una non-vita. Per poi, magari, dopo 20 anni, ripresentarsi dai suoi figli, Abel e Thomas… e chissà riaprire un cerchio che, probabilmente, non si è mai chiuso.”

Cosa ne pensate di queste dichiarazioni di Sutter? Fateci sapere la vostra opinione, tenendo in mente, però, che…

l’ultima parte è totalmente INVENTATA ed è il nostro PESCE D’APRILE per voi!

Lilly

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