Charlie Hunnam su MR PORTER

Charlie Hunnam MR PORTER

La star di “Sons of Anarchy” parla di mode sane, escursioni e della sua cotta per David Beckham.

“MR PORTER” ha dedicato un editoriale a Charlie Hunnam, in cui l’attore di Newcastle parla della sua vita dopo le motociclette di “Sons of Anarchy”.

Per un attore che ha interpretato un biker gasato- e spesso senza maglietta – per sette stagioni nella serie drammatica “Sons of Anarchy”, e che quest’anno riempirà i grandi schermi nei panni del mitico re Britannico, un famoso esploratore del XX secolo e un leggendario fuggitivo, il 36enne porta il suo carisma con leggerezza.

Con i suoi capelli biondi e corti, e una camicia grigia con i gomiti rattoppati, Mr Hunnam sembra più un cantante rock a riposo che un primo attore. 50 sfumature di grunge, magari?

Craig McLean di MR PORTER incontrò per la prima volta Charlie Hunnam nel 2010, nella casa in cui abitava all’epoca, lungo la via principale hipster di West Hollywood, Melrose Avenue. Stava iniziando a filmare la terza stagione di “Sons of Anarchy”. Aveva il ruolo dell’eroe Jax Teller, il figliol prodigo del fondatore del club di motociclisti fuorilegge SAMCRO. Di corporatura magra, si lamentava del tempo in palestra necessario per mettere su muscolatura al fine d’interpretare il dinamico principe biker, e il concomitante super carico di proteine di carne bianca. Ha fatto tanta strada dal suo ruolo di debutto, un immaturo teenager nella serie drammatica inglese a tematica gay “Queer As Folk”.

“Adesso ho constatato che esistono proteine in polvere, integratori vegani e tanta altra roba”, dice Hunnam con un piccolo sorriso di sollievo. “Sono un po’ più delicate per l’organismo, rispetto al dover mangiare enormi quantità di proteine solide ogni giorno”.

Anche se ormai ha chiuso con le 80 ore di lavoro settimanali per filmare SoA, il fitness continua ad essere importante.

“Sono arrivato ad apprezzare uno stile di vita attivo. All’inizio è stata piuttosto dura trovare una routine con cui mi trovassi a mio agio. Ma al pari della ricompensa fisica di sentirmi bene, in salute, carico d’energia, anche la lucidità mentale e la stabilità emotiva che trovo nell’allenarmi è diventata una parte abbastanza essenziale della mia vita quotidiana.”

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Appassionato escursionista, eredità forse di un’infanzia trascorsa nel Lake District, 18 mesi fa Charlie Hunnam si è trasferito in una nuova casa alle pendici del Runyon Canyon.

“E’ piacevole da avere sull’uscio di casa. Vado su quasi tutte le mattine alle 6 circa, guardo il sole sorgere. A volte raddoppio e vado a guardare anche il tramonto. E nelle mie giornate ambiziose, faccio una piccola corsa, ma di solito è soltanto una camminata veloce.”

I suoi vicini sono Sam e Aaron Taylor-Johnson. I rapporti avrebbero potuto essere problematici perché, come è noto, all’ultimo momento, Hunnam ha rifiutato d’interpretare il protagonista nel film della Taylor-Johnson “50 sfumature di grigio”. Nell’Ottobre 2013, era stato annunciato come il ricco imprenditore, bello e impossibile, dai gusti sessuali perversi Christian Grey nell’adattamento cinematografico del romanzo campione di vendite. Ma dopo un mese, si tira indietro.

Deludere la Taylor-Johnson, ammette Charlie “è stato il motivo principale per cui è stato così difficile ritirarmi. Ma fortunatamente lei è una persona splendida, gentile ed empatica, ha compreso tutto. E siamo rimasti amici.”

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“Ci vediamo spesso. E sono stato molto felice per Aaron quando ha vinto il Golden Globe per il suo ruolo in ‘Animali Notturni’. E’ stato fantastico in quel film.”

Charlie Hunnam non rimpiange di aver dato buca ad una saga che avrebbe segnato la sua carriera, di sicuro al box office e per il suo conto in banca.

“E’ stata una decisione difficile, ma penso fosse quella giusta. Ma sono stato davvero combattuto. Sono un indeciso incredibile quando si tratta di grosse decisioni lavorative – a dir la verità per tutte le decisioni.”

Il motivo era semplice: con solo 5 giorni tra la fine di SoA e l’inizio della produzione del film, Charlie non credeva di aver abbastanza tempo per staccare e prepararsi mentalmente ed emotivamente.

Gli manca il Regno Unito, sia la piccola cittadina dove è cresciuto sia le caotiche Manchester e Londra dove è iniziata la sua carriera da attore?

“Mi manca moltissimo la mia famiglia”, dice. Sua madre e suo padre si separarono quando lui era bambino. Dopo il servizio fotografico per MR PORTER, Charlie è andato a cena con sua madre. Suo padre, “un uomo serio e duro di Newcastle” che lavorava nella sicurezza notturna e nel commercio degli scarti metallici, è morto 4 anni fa.

Oltre a 3 ruoli molto impegnativi – due dei quali gli hanno permesso di trascorrere del tempo nel Regno Unito, Charlie Hunnam ha sviluppato 3 sceneggiature, 2 delle quali si basano su storie vere che sta producendo con dei partners e una che spera di scrivere lui stesso.

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Di recente, ha lavorato in Serbia e Montenegro. Le due nazioni Balcaniche erano le location usate in sostituzione della Guiana Francese nel nuovo adattamento di “Papillon”. Hunnam interpreta Henri Charrière, scassinatore, condannato per omicidio e autore di un’autobiografia, dove racconta dei suoi anni incarcerato nella colonia penale sud-americana (nel film originale del 1973, Steve McQueen aveva questo ruolo). Rami Malek, star della serie “Mr Robot” sarà la controparte di Hunnam (interpretata originalmente da Dustin Hoffman).

Charlie Hunnam è cresciuto “con un’impressionante riverenza verso questo film. Quindi l’idea di rifarlo era abbastanza terrificante. Non ero convinto al 100% del suo valore”, ammette. Alla fine però lui e il regista danese Michael Noer, concordarono sul fatto che non si tratta di un remake ma di “un adattamento indipendente del materiale di partenza. E’ crudo, sporco e viscerale. Sono sicuro che abbiamo fatto un buon film. Ma è un gioco pericoloso, mettersi a confronto con Steve McQueen e Dustin Hoffman.”

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Per interpretare un prigioniero, ostinato a scappare dall’infernale prigione, “Ho smesso di mangiare. Ero uno scheletro alla fine delle riprese. Purtroppo fumo tante sigarette come il personaggio, quindi sono finito col fumare sigarette e bere caffè nero tutto il giorno, ogni giorno, il che non è il modo più salutare per perdere peso. Ma certamente è uno dei modi”, dice sorridendo.

Sudare in una vera prigione piuttosto che divertirsi in una stanza del sesso, è ciò che stimola Hunnam. Un’intensità presente anche in “The Lost City of Z”, dove interpreta il soldato Britannico diventato avventuriero, il Tenente Colonnello Percy Fawcett. E’ stato un vero eroe dell’Impero Britannico, che ripetutamente lasciò la sua famiglia per imbarcarsi nelle spedizioni della Royal Geographical Society. Fawcett alla fine sparì nella giungla Amazzonica mentre cercava di scoprire la civiltà del titolo del film.

Per il ruolo, Charlie ha negato a se stesso sia cibo – arrivando a pesare 65 kg – sia contatto sociale.

“Ho deciso di creare una situazione in cui provassi vera solitudine, oltre al peso emotivo di quel sacrificio. Così ho tagliato tutti fuori dalla mia vita durante i 4 mesi delle riprese.”

C’è il Metodo, e poi c’è la follia. Charlie Hunnam fa spallucce e sorride.

“Ho spento il mio telefono. Nessuna email. Non ho navigato nemmeno una volta su internet. Non ho visto un film. Non ho fatto una chiamata per 4 mesi.”

In qualche modo, è riuscito a mantenere stabile la sua relazione di lunga data con la fidanzata Morgana McNelis, una designer di gioielli.

Charlie sarà anche il protagonista in “King Arthur – Il potere della spada”. La rivisitazione della spada nella roccia in stile Ritchie vede nel suo cast anche Jude Law. Ha richiesto riprese lunghe ed impegnative, specialmente per Hunnam, dovendo abbracciare il modo di fare molto schietto del regista.

“Tendo ad avere un approccio al lavoro piuttosto tormentato, lavorando incessantemente, ma Guy mi ha detto ‘Fan**lo. Non è come lavoro io.”

Accanto a Charlie Hunnam, il film vede la partecipazione in un piccolo ruolo anche di David Beckham. Interpreta uno scagnozzo dal volto sfregiato del reggente maligno interpretato da Law.

“David Beckham ha chiesto la mia opinione su varie cose. Non so se sia stato d’aiuto o no, ma sono rimasto molto colpito. Mi è diventato chiaro perché e in che modo Beckham sia diventato il fenomeno qual è. Perché si è dimostrato determinato a fare un buon lavoro. Ha lavorato con un coach per i dialetti, e anche con un insegnante di recitazione. E’ una superstar. Questo non è né il suo primo né il suo secondo mestiere, è soltanto un passatempo. Ma è emersa tutta la sua etica per il lavoro.

E poi è un uomo umile, gentile, disponibile, molto affettuoso. Non sono un tifoso di calcio, quindi all’inizio non provavo nessuna sensazione forte in un senso o nell’altro. Ma quando è andato via, avevo come una piccola cotta per lui. E’ stato davvero fantastico.”

Quando il tour promozionale per i film sarà finito quest’anno, farà una vacanza insieme alla fidanzata. La prima dopo 7 o 8 anni. “Ma ho un’ansia tremenda all’idea di non lavorare per due settimane”, dice ridendo.

Ha mai pensato alla terapia?

“No”, risponde mangiando un avocado e un toast. “Ho letto tanti libri sulla condizione umana, cercando di capire alcune delle cose con cui faccio i conti. Ma non sono mai andato in terapia. Si tratta di trovare il momento giusto per sedersi e dedicarci del tempo. Penso che sarebbe utile. La maggior parte delle persone che conosco aventi approcci alla vita molto equilibrati, sembra che abbiano fatto molta terapia.”

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Lilly

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